Monday, October 28, 2013

What happens next?

E dopo che l'opportunità arriva, che cosa succede?
Vedi che lo spiraglino che si era aperto diventa un portone spalancato. La flebile lucina che intravedevi diventa una grossa luce bella potente. E ci vuole comunque un po' ad adattarsi alla nuova luce, quindi all'inizio, essa è talmente forte che lascia gli occhi accecati e non vedi nulla. C'è chi si adatta in pochi secondi e chi ci mette tanto, ma il cambiamento arriva bello improvviso.

A Natale dell'anno passato, quando Ciro ormai lavorava da quasi un mese e io avevo ricevuto l'opportunità di rientrare l'anno nuovo con un visto lavorativo, siamo orgogliosamente rientrati in Italia, Ciro per stare 2 settimane e sistemare le sue cose, io per attendere il visto. Eravamo partiti per NY con un volo di sola andata e quando ci siamo ritrovati ad acquistare il biglietto per ritornare in Italia abbiamo imparato una lezione: prenotare in anticipo. Molto in anticipo. Mancavano 10 giorni a Natale e i prezzi dei biglietti aerei erano praticamente saliti alle stelle. Siamo dovuti finire a Mosca con l'Aeroflot per spendere una cifra che non fosse folle. Ah, sì, abbiamo imparato anche una seconda lezione: calcolare il cambio rubli/euro prima di acquistare qualunque cosa, anche un caffè.
Sapevo che ci sarebbero voluti almeno 3 mesi per il visto e che sarei stata separata dalla dolce metà per un sacco di tempo. Tuttavia  ne valeva la pena.
Non era la prima volta che cambiavano casa, ma era la prima volta che cambiavano proprio continente! Ci sono stati dei momenti in cui le cose mi sono anche sembrate quasi surreali, chiudere il conto corrente, chiudere tutte le possibili bollette e il resto, chiudere gli abbonamenti postali, salutare tutte le persone possibili, come se non ci fosse un domani o non potessimo rivederci mai più.  E poi, a rendere le cose apparentemente ancor più surreali, i primi di gennaio è arrivata anche la oh-finalmente-tu-ti-sei-deciso proposta di matrimonio. Per dirla semplice: ell'era anche l'ora! Dopo tutti questi anni di convivenza, non ci sperava (quasi) più nessuno.

Poi è arrivato il periodo di separazione. Nel mentre che aspettavo le pratiche legali per NY, sono stata a Roma come ospite o volontaria, che dir si voglia per prendere un po' confidenza con quello che poi avrei dovuto fare sotto la stessa capa a New York.
Un triste periodo, da un punto di vista emotivo. Immaginate solo di vivere insieme a un'altra persona per diversi anni e poi di dover non solo stare a un oceano di distanza per quelli che alla fine sono stati 4 mesi e mezzo, ma di dover anche abitare in casa di parenti del fidanzato perchè abitano relativamente vicino a Roma (sicuramente più vicino di Firenze). Passare da anni di "è casa mia e faccio come mi pare" a "non è casa mia, non posso fare come mi pare, non è giusto" non è proprio la cosa più banale di questo mondo. Fosse stata casa dei genitori, o avessi abittao da sola, sarebbe già stato diverso. Sarebbe stato difficile lo stesso, ma comunque diverso. Almeno mi sarei potuta tenere la gatta e strapazzarmela di coccole la sera. Sono un tipo da contatto fisico, anche solo tenersi la mano, ed è stato davvero bruciante il potersi vedere solo tramite lo schermo di un computer. Non avevo nemmeno un cuscino o un pouf abbastanza panciuto da fare il sostituto di abbracci notturni.

E lo ammetto, appena finalmente sono approdata a NY nel maggio scorso, con tutte le carte alla mano e una voglia disperata di un abbraccio orsuto e interminabile, è stato l'inizio di una vita completamente nuova. Come ci scherzavo su con Ciro: "Di tutti gli inizi di vita che abbiamo avuto, questo è di gran lunga il più bello".

1 comment:

  1. La lontananza però aiuta a non dare niente per scontato. Un luogo, una persona, se è vero amore li ami di più, dopo una separazione. Nessun abbraccio è intenso come quello nel ritrovarsi. E poi andare avanti insieme nella città (dicono) più bella del mondo, non ha prezzo ;)

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